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di Paola Dezza, con Laura Cavestri

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Buon pomeriggio e benvenuti all’appuntamento con la newsletter di RealEstate+, che inizia con “Il Punto”, prima di offrirvi molte notizie e analisi esclusive

il punto

Case, prezzi ancora in crescita

Niente di nuovo sul fronte residenziale. Neppure la crisi di Hormuz, la stretta della Bce (la prima dal 2023) mettono in crisi il mercato residenziale italiano. Lo certifica l’Istat, con i dati usciti poche ore fa

Nel primo trimestre del 2026, i prezzi delle case in Italia sono saliti del +5,2% su base annua e del +1% rispetto al trimestre precedente. A livello nazionale, anche il numero delle compravendite ha registrato una crescita del +4,4 per cento. L’aumento ha riguardato sia le abitazioni nuove (+6,7%) sia quelle esistenti (+4,8 per cento).

Le ragioni sono sempre le stesse. I prezzi continuano a crescere soprattutto a causa di una scarsità qualificata di immobili, della forte pressione del mercato degli affitti e del boom dei grandi centri urbani come Roma e Milano.

Milano, che in questi ultimi 18 mesi ha praticamente visto paralizzato il mercato delle nuove costruzioni a causa, da un lato delle inchieste sull’urbanistica e, dall’altro, del conseguente stop di nuove firme su permessi e iter autorizzativi.

La sentenza di lunedì chiude un procedimento (di primo grado), ma non la questione. Se i costruttori non hanno commesso reato, non può, la sentenza, fissare le regole per la costruzione di quelli futuri. Con lo stop al “Salva Milano” e a un iter legislativo chiaro, a fare chiarezza tocca ai giudici. Regole e perimetro per governare i prossimi grattacieli restano, ancora, tutti da scrivere.

Laura Cavestri

EMERGENZA ABITATIVA

Piano Casa, 1,2 miliardi del Pnrr a Cdp per edilizia sociale

Destinare a Cassa depositi e prestiti 1,2 miliardi di risorse del Pnrr - inizialmente previste per l’efficienza ferroviaria e già riprogrammate - per ampliare l’offerta d alloggi sociali e di abitazioni a prezzi accessibili. Lo prevede un emendamento dei relatori al decreto sul Piano casa all’esame della Camera.
La norma autorizza Cdp a costituire un patrimonio destinato denominato «Patrimonio casa», con l’obiettivo di sostenere iniziative di edilizia sociale o convenzionata. La rimodulazione dei fondi del Pnrr è però in attesa del via libera europeo e per questo l’emendamento stabilisce la cornice normativa per l’utilizzo delle risorse in arrivo e prevede inizialmente che il Mit trasferisca a Cassa 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.

«Al fine di concorrere alla riduzione del disagio abitativo e all’incremento dell’offerta di edilizia sociale e convenzionata, anche attraverso la riqualificazione del patrimonio abitativo, con priorità ai comuni ad alta tensione abitativa, - si legge nell’emendamento - il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è autorizzato a trasferire, mediante apporto di capitali, a Cassa depositi e prestiti Spa, 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è altresì autorizzato a trasferire a Cassa depositi e prestiti Spa le eventuali ulteriori risorse ad esso assegnate, a valere sulle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza».
La proposta autorizza quindi Cdp a costituire un patrimonio «finalizzato al sostegno, anche mediante investimenti indiretti, di iniziative aventi finalità di edilizia sociale o convenzionata, anche mediante recupero, rifunzionalizzazione, sostituzione edilizia, riqualificazione energetica e rigenerazione urbana abitativa, funzionali all’incremento di alloggi sociali o di abitazioni a canone o prezzo calmierato, inferiore a quello di mercato».

Il patrimonio opera «mediante la sottoscrizione di quote di un comparto dedicato o di classi di quote dedicate dei fondi immobiliari già costituiti alla data di entrata in vigore della presente disposizione da Cassa depositi e prestiti Spa o proprie società controllate», come il Fondo nazionale per l’abitare gestito da Cdp Real Asset.
A contabilizzare le risorse del Pnrr relative all’efficienza dell’infrastruttura ferroviaria che passeranno a Cdp è la relazione tecnica che quantifica in 1,2 miliardi di euro la rimodulazione del Piano destinata al nuovo obiettivo. «In assenza di una tempestiva rimodulazione infatti - viene spiegato - tali risorse rischierebbero di non essere utilmente impiegate entro le scadenze del dispositivo di ripresa e resilienza».

mutui

Kìron, +24% i mutui in un anno

House model with real estate agent and customer discussing for contract to buy house, insurance or loan real estate background.

Kìron Partner Spa - la società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa - ha analizzato i dati di Banca d’Italia relativi allo stock di mutui in essere concessi alle famiglie italiane per l’acquisto dell’abitazione ed ancora in corso, nel quarto trimestre 2025. Il circolante attivo mutui ha raggiunto quasi 396 miliardi di euro con un aumento pari al +1,22% rispetto al terzo trimestre 2025. Se il confronto venisse fatto su base annua (IV trimestre 2025 su IV trimestre 2024) lo stock attivo circolante dei mutui alla famiglia per l’acquisto dell’abitazione risulterebbe in aumento del +3,9 per cento.

«La crescita delle consistenze nel periodo in analisi è senza dubbio legata al fatto che le nuove operazioni di mutuo sono aumentate, considerano i quattro trimestri rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, del 23,9 per cento. – ha detto Oscar Cosentini, Presidente Kìron Partner Spa –. La continua crescita è stata sostenuta sia dalla stabilità dei tassi di interesse, sia dalla domanda dei giovani mutuatari, incentivata dal rinnovo delle garanzie statali, che ha reso loro più agevole l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa».

« Le tensioni geopolitiche e il conseguente rialzo delle stime inflazionistiche – ha concluso Cosentini – hanno invertito il trend dei tassi di mercato, portando gli indici Euribor ed Eurirs a risalire anticipando, di fatto, l’aumento di 25 punti base del tasso di riferimento deciso da Bce. Infatti, l’aumento di 25 centesimi del tasso di riferimento Bce è stato largamente previsto dal mercato che nella maggior parte dei casi lo ha già scontato. Riteniamo che tale aumento non influisca marcatamente sul mercato delle compravendite immobiliari che, secondo i dati diffusi recentemente dall’Agenzia delle Entrate, sono aumentate nel primo trimestre dell’anno in corso del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2025».

RESIDENZIALE LUXURY

Lago di Como, prezzi in volata per appartamenti e ville di lusso

Il Lago di Como cambia pelle. Non è più soltanto una meta di vacanza, ma diventa sempre di più residenza scelta da vivere una buona parte dell’anno. Un cambio di passo che si riflette sui valori immobiliari e su una domanda che, secondo gli operatori, attira sempre più compratori internazionali che scelgono di venire a vivere in Italia.

A guidare gli acquisti sono storicamente gli americani, affiancati da clienti provenienti da Nord Europa, Regno Unito, Germania, Svizzera e, più di recente, dal Medio Oriente. Tra i profili più ricorrenti, imprenditori e founder del settore tech che, dopo importanti capital gain, cercano contesti esclusivi in cui vivere e gestire il patrimonio.

«Il lago di Como continua ad attrarre una clientela internazionale di alto profilo», dice Tania Morabito, affiliata a Knight Frank, che sottolinea come molti di questi acquirenti scelgano il territorio come una delle residenze principali per una parte dell’anno.

I numeri danno la misura del fenomeno. Secondo l’ultima rilevazione effettuata da Scenari Immobiliari per Il Sole 24 Ore, aggiornata a giugno 2026, le quattro località più rappresentative del lago mostrano un range di prezzi che va dai 3.600 euro al metro quadro di Tremezzina fino alle punte massime di Menaggio, dove si toccano i 10.500 euro. Bellagio segue a 10.300 euro, mentre Cernobbio registra valori massimi di 7.450 euro al metro, con un minimo che parte già da 4.400 euro, il più alto tra le quattro località monitorate. I prezzi massimi arrivano a 11mila euro al metro anche nella città di Como, che è diventata sempre più presa d’assalto da turisti e acquirenti.

La forbice tra prezzi minimi e massimi racconta molto della struttura del mercato. A Menaggio lo spread è di oltre 6.400 euro al metro quadro: significa che nello stesso comune convivono immobili di buon livello e proprietà di rango assoluto, spesso ville storiche con accesso diretto al lago o panorami esclusivi. A Bellagio la dinamica è simile, con un minimo di 4.650 euro che sale fino a 10.300. Tremezzina, pur con il prezzo minimo più contenuto, offre punte competitive grazie a posizioni panoramiche tra le più ricercate del lago.

A sostenere le quotazioni è la scarsità di offerta nelle aree più pregiate. Le ville storiche restano il prodotto più ambito. «Sono proprietà uniche, che proprio per la loro rarità offrono una forte capacità di preservare il valore nel tempo», osserva Morabito. Cresce però l’interesse per attici contemporanei, nati dalla riqualificazione di edifici storici o dalla costruzione di nuove realtà, e immobili ad alta efficienza energetica, spesso richiesti chiavi in mano.

La fascia più dinamica è quella compresa tra 5 e 10 milioni di euro, dove si concentra la parte più vivace della domanda internazionale. Attivo anche il segmento intorno ai 2 milioni, alimentato da acquirenti stranieri e da una componente domestica.

L’articolo completo è pubblicato sul quotidiano di Lunedì 22 giugno

l’indice di fiducia di inrev

L’immobiliare è stabile, il sentiment cala (ma l’Italia è nel radar degli investitori)

A giugno, l’indice di fiducia - elaborato e misurato da Inrev (l’associazione delle società immobiliari europee non quotate) - è sceso al minimo storico di 41, rispetto ai 54,7 del trimestre precedente. Pesano gli shock geopolitici in corso e i venti contrari economici sulle prospettive a breve termine.

Il quadro

I risultati rivelano un divario significativo tra la performance stabile del settore immobiliare e il forte calo del sentiment. Sia il rendimento totale a livello del fondo (1,30%) sia quello a livello di attività (1,67%) sono rimasti positivi nel primo trimestre 2026, con gli indici che hanno registrato rispettivamente nove e otto trimestri consecutivi di performance positiva.
Gli ultimi rialzi sono stati alimentati principalmente dalla crescita del capitale, che è salita allo 0,79% per l’Inrev Fund Index e allo 0,64% per l’Inrev Asset Level Index, mentre gli asset immobiliari europei raggiungono la fine di un ciclo di rivalorizzazione.

Nel frattempo, il sentiment a breve termine per il settore immobiliare mostra una netta ricalibrazione da parte degli investitori. Il sotto-indicatore economico ha registrato il calo più forte, scendendo di 18,3 punti fino al minimo della serie di 24. Il sentiment di liquidità degli investimenti è sceso nuovamente in contrazione, passando da 51,6 a 36,1, dopo tre trimestri consecutivi sopra la soglia dei 50.

I rischi geopolitici, l’incertezza continua nei prezzi dell’energia e le tensioni commerciali che hanno prevalso sulla scena globale negli ultimi anni significano che i livelli di rischio sono elevati. Di conseguenza, la resilienza complessiva del mercato è inferiore in tutte le classi di asset. Il settore immobiliare non fa eccezione. Questo ha portato gli investitori a rivedere le loro aspettative a breve termine per il mercato immobiliare. Gli intervistati hanno anche riferito che l’aumento dell’inflazione sta avendo un impatto netto negativo sul settore immobiliare.

Tutti i settori hanno offerto risultati positivi a livello di asset, mentre il settore residenziale è stato il più performante con rendimenti totali del 2,85% e una crescita del capitale del 2,04%. Gli asset retail hanno registrato l’unica moderazione nelle performance, ma sono rimasti positivi, con un ritorno dell’1,47 per cento.

Anche il volume delle transazioni è stato notevolmente diminuito, passando da 80,3 miliardi di euro nel quarto trimestre 2025 a 41,3 miliardi di euro nel primo trimestre 2026. Un tale calo rappresenta un indebolimento più sostanziale di quanto suggeriscano i soli modelli stagionali.

Premiato il Sud Europa

Se i valori del capitale sono leggermente diminuiti nel Regno Unito e in Francia, l’Italia è salita in classifica diventando il paese preferito dagli investitori, superando la Spagna, con un livello di sentiment netto positivo del 12,9 per cento.
La Spagna, che negli ultimi trimestri aveva dominato le classifiche del sentiment netto con un sentiment netto fino al 39,4% a marzo, si trova in una seconda posizione molto vicina. Con un sentiment netto del 9,4%, è in linea generale con la sua media a lungo termine del 10,0%. Nonostante il calo, la posizione della Spagna è ulteriormente consolidata dalla forte performance a livello degli asset registrata a fine anno 2025. Regno Unito e Paesi Bassi hanno registrato un notevole raffreddamento del sentimento degli investitori. Entrambi sono scivolati in territorio negativo rispettivamente con -6,2% e -3,1%, segnando la prima volta in diversi trimestri che il Regno Unito registra un sentimento netto negativo. La Francia ha mantenuto il sentiment più debole con -15,6%, sostanzialmente invariato rispetto al -15,2% di marzo. Continua a rimanere indietro rispetto a tutti gli altri mercati di notevole.

«Stiamo osservando - ha spiegato Iryna Pylypchuk, direttrice della ricerca di Inrev - una grande divergenza tra le performance di mercato e le prospettive di investimento a breve termine. Gli effetti destabilizzanti della geopolitica, l’aumento dei rischi e le basse soglie di resilienza stanno chiaramente pesando molto sulla fiducia negli investimenti a breve termine».

ristrutturazioni

Rigenerazione, la sfida passa dalla rimozione delle barriere architettoniche

La rigenerazione urbana passa sempre più dagli edifici esistenti. E se negli ultimi anni il dibattito si è concentrato soprattutto sull’efficienza energetica e sulla riduzione dei consumi, oggi cresce l’attenzione anche verso un altro aspetto: l’accessibilità degli immobili e l’eliminazione delle barriere architettoniche.

La questione riguarda in particolare l’Italia, dove secondo l’Istat oltre il 70% degli edifici residenziali è stato costruito prima del 1980 e più del 40% risale addirittura a prima del 1961. Un patrimonio immobiliare spesso progettato in un’epoca in cui le esigenze di accessibilità e mobilità interna non rappresentavano ancora una priorità.

Il tema assume un peso crescente anche alla luce dell’evoluzione demografica. Nel Paese vivono oltre 3,5 milioni di persone con disabilità, di cui circa 2,5 milioni anziane. In molti condomini l’assenza di ascensori o la presenza di impianti obsoleti può trasformare gli spostamenti quotidiani in un ostacolo, limitando l’autonomia delle persone più fragili.

«Molti degli edifici in cui viviamo oggi sono stati progettati in un’epoca in cui accessibilità e mobilità non erano una priorità», osserva Fabrizio Troiani, Modernization Director for Italia & Iberica di Kone. «La sfida è intervenire con soluzioni che rendano questi spazi più accessibili, sicuri e semplici da vivere, migliorando concretamente la qualità della vita senza stravolgere gli edifici».

Gli interventi possono assumere forme diverse. In alcuni casi si tratta di installare nuovi ascensori in immobili che ne sono privi; in altri di sostituire impianti ormai datati o di procedere con aggiornamenti progressivi che consentano di adeguare strutture esistenti agli standard attuali di sicurezza e comfort. L’obiettivo è prolungare la vita utile degli impianti, migliorarne le prestazioni e distribuire nel tempo gli investimenti necessari.

Tra le principali tendenze individuate dagli operatori del settore figurano le soluzioni progettate per edifici con spazi limitati, particolarmente diffuse nei centri storici italiani, e gli ascensori senza locale macchine, che consentono di recuperare superfici tecniche e facilitano gli interventi di riqualificazione.

Un altro fronte riguarda l’efficienza energetica. Secondo Kone, gli impianti di ultima generazione possono ridurre i consumi fino al 60% rispetto agli ascensori installati negli anni Novanta, contribuendo a contenere sia l’impatto ambientale sia i costi di gestione.

Parallelamente cresce il ricorso a piattaforme elevatrici e mini-lift per superare piccoli dislivelli in edifici dove l’installazione di un ascensore tradizionale risulterebbe complessa. Sempre più diffuse anche le tecnologie digitali, dai comandi vocali alle interfacce touchless, fino all’integrazione con smartphone e dispositivi assistivi.

L’innovazione interessa anche la gestione degli impianti. Grazie ai sistemi connessi e alla manutenzione predittiva, le aziende possono monitorare da remoto il funzionamento degli ascensori e individuare in anticipo eventuali anomalie. Secondo gli operatori, fino al 70% dei guasti può essere intercettato prima che provochi il fermo dell’impianto, migliorando la continuità del servizio.

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